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12/12/2018 Pubblicazioni0

Nell’ambito della Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF), il poter avere accesso a nuove terapie ha portato ad un enorme cambiamento nelle vite dei pazienti, per quanto riguarda la sintomatologia, la qualità di vita, talvolta anche le dinamiche familiari.

Molto lavoro è stato fatto, oltre che dagli specialisti di patologia, anche da psicologi che hanno intrapreso dei percorsi con i clinici stessi, i pazienti, i caregiver, le associazioni pazienti: proprio dal lavoro degli psicologi nasce l’idea di questo progetto.

Partendo dalla loro esperienza diretta con i pazienti e dai dati raccolti attraverso questionari quali-quantitativi somministrati in diversi centri, è nata l’idea di collaborare per realizzare materiali di supporto per clinici esperti e non esperti di patologia al fine di rendere maggiormente funzionale la comunicazione tra medico e paziente e tra medico e caregiver, oltre a materiali per pazienti e caregiver che racchiudano suggerimenti volti a migliorare la qualità della vita.


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La corretta definizione del profilo molecolare dei pazienti affetti da cancro del polmone è diventata il punto nodale per il disegno del miglior percorso terapeutico da offrire ai pazienti. Nel panorama della Patologia Molecolare Predittiva, già complesso per le difficoltà tecniche legate all’armonizzazione degli impianti, dei protocolli di analisi e dei limiti di sensibilità clinica da impiegare, si uniscono le difficoltà legate alla comunicazione tra patologi ed oncologi.


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Progetto realizzato con il contributo non condizionato di Boehringer Ingelheim

 

I trattamenti per le neoplasie polmonari stanno modificando in maniera sostanziale la speranza di vita dei pazienti e nuove opzioni terapeutiche stanno facendo muovere i primi passi verso la cronicizzazione della malattia avanzata.

Strategie terapeutiche, immunoterapia, targeted therapies, antiangiogenesi, sono oggi considerate parole chiave nella gestione del paziente con NSCLC avanzato.

L’aumentare dell’offerta terapeutica porta, inevitabilmente, a problemi logistici legati alla complessità delle analisi biomolecolari e a strutture multidisciplinari che garantiscano un flusso di tecnologia ed informazioni congruo e sincronizzato per offrire, in tempi ragionevoli, la terapia più efficace al paziente corretto.


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31/05/2018 Pubblicazioni0

Una delle migliori rappresentazioni della realtà esperita è raffigurata dal concetto dei Livelli Logici, un modello introdotto da Bateson che prese spunto dall’opera di Russell sui livelli logici in matematica e aggiornato negli anni Ottanta dal ricercatore Robert Dilts.

Il termine “Livelli Logici” si riferisce al fatto che all’interno di un individuo o di un’organizzazione ogni processo è costituito da una gerarchia di livelli la cui funzione è quella di sintetizzare, organizzare e dirigere i processi dei livelli inferiori: ogni cambiamento a un livello produrrà necessariamente dei cambiamenti ai livelli sottostanti.

 

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31/05/2018 Pubblicazioni0

Il ruolo dell’antiangiogenesi nel tumore polmonare non a piccole cellule è stato dimostrato in clinica in maniera incontrovertibile attraverso lo studio pubblicato da Sandler et al 2006 (studio E4599). Questo è stato il primo trial a mostrare un incremento della overall survival, risultata di 12,3 mesi per la terapia di combinazione contro i 10,3 mesi del gruppo di trattamento con la sola chemioterapia.

 

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31/05/2018 Pubblicazioni0

Il carcinoma polmonare è la prima causa di mortalità per patologia oncologica in entrambi i sessi. La classificazione del carcinoma polmonare, che non è un’entità nosologica unica, si è evoluta parallelamente alle conoscenze biomolecolari acquisite su questa patologia. Inizialmente il carcinoma polmonare è stato classificato in due istotipi: a piccole cellule (small-cell lung cancer, SCLC) e non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC); quest’ultimo è stato, in seguito, ulteriormente classificato in squamoso e non squamoso sempre sulla base dell’analisi morfologica. A partire dagli anni Duemila, con l’aumentare delle conoscenze biologiche e molecolari, la classificazione istologica (Fig. 1) dell’NSCLC è stata integrata prendendo in considerazione l’analisi di specifiche alterazioni geniche che hanno dimostrato un valore prognostico/ predittivo. Infatti, oggi è possibile associare diversi “sottotipi biomolecolari” di NSCLC a differenti strategie terapeutiche. Alla scelta dello schema chemioterapico basato sull’analisi dei differenti istotipi, si può affiancare una terapia mirata basata sull’analisi di uno specifico driver molecolare o, in senso più ampio, di una specifica alterazione (anche tra le variazioni dei livelli di espressione di specifiche proteine) che rende il paziente eleggibile o meno a diverse classi di trattamenti biologici.

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